"Guarda quella sembra Geronimo!"
"Dove dove?".
"Là in fondo, vicino al calanco!", mi rispose Miki restandosene sdraiato.
"Cheyenne, Apache, Sioux...".
"Kiowa, Crow, Ute, Comanche..".
A noi piaceva un sacco scandire quei vocaboli altisonanti, e nel sillabarli concitatamente le nostre voci si rincorrevano e il tono si alzava squillante. La cosa che più desideravamo era diventare degli indiani, una tribù speciale dei calanchi. Eravamo profondamente convinti che i calanchi si trovavano solo in questa parte della terra. Colline squarciate dalle piogge secolari con grigi crepacci e burroni argillosi, questi sono i calanchi. Soltanto alcune specie vegetali si abbarbicano lungo i versanti scossesi: la ginestra, la gramigna e poi, sul finire dell'estate, sboccia l'astro spillo d'oro.
Per noi i calanchi erano come montagne rocciose o canyon selvaggi. Il nostro paese era dietro queste alture. Venivamo quassù di nascosto dai genitori, perchè a nove anni è vietato stare a stretto contatto con il Grande Spirito e diventare veri guerrieri....
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